lunedì 28 luglio 2008
SINISTRA CRITICA: via ai circoli
Politica. Chiusa l'estate dei congressi di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, c'è l'altra fetta della sinistra umbra ancora in movimento. La Sinistra Critica è al lavoro per la creazione di alcuni circoli territoriali che dovranno dare al partito di Franco Turigliatto una fisionomia più compiuta. Praticamente pronto il circolo di Assisi e Bastia che ha come uomo di riferimento Luigino Ciotti. Con lui, altri ex del Prc come Gianni Bernacchia e Pino Alagna. A Perugia, invece, la Sinistra Critica si muove intorno a Raffaele D'Amato, Palmiro Chiatti e Jacopo Manna. A Foligno le prime mosse del circolo nasceranno intorno ai nomi di Bianca Maria Alessi (ex segretaria cittadina del Prc), lo spellano Marco Chiucchi e l'ex consigliere comunale di Cannara, Paolo Frau. Nella zona dell'egubino-gualdese, invece, tocca a Gaetano Tinti, ex consigliere comunale di Gubbio, e Marco Jacoviello costruire il circolo.
da Il messaggero 27 Luglio 2008
sabato 26 luglio 2008
FUORI LA CHIESA DAL BUSINESS RIFIUTI
Alfonso Navarra ad Alex Zanotelli
Caro Alex (Zanotelli), bellissima la tua lettera
Bisognerebbe aggiungere un punto: la tua Chiesa dovrebbe tirarsi anch'essa fuori dal business dei rifiuti. La cava di Chiaiano, di proprietà dell'Arciconfraternita dei Padri Pellegrini, quindi della Curia napoletana, non deve essere messa a disposizione di Bertolaso perchè possa farci la sua discarica. Stiamo parlando di Chiaiano, oggi il luogo simbolo della resistenza per i "rifiuti-zero" e punto nevralgico in cui la logica repressiva tenta lo sfondamento nei confronti di quello che la stampa chiama il "Partito del NO", e che è in realtà l'alternativa civile dei movimenti di base. (Non è per nulla casuale Il riferimento al decreto che fa delle discariche "aree di interesse strategico" da presidiare con l'esercito e che prevede 5 anni di carcere per i promotori delle proteste: ad esempio un certo prete che gira sempre con la sciarpa arcobaleno intorno al collo).
Un dispaccio dell'ADN-KRONOS, riferendo dell'occupazione del Duomo di Napoli da parte dei Comitati in difesa delle cave di Chiaiano e Marano, attacca così:
"Da qualche tempo il Duomo di Napoli sembra diventata la 'casa' di disoccupati, sfrattati e altri diseredati".
Ti vedo ridere da sotto i baffi: magari fosse! La Chiesa non dovrebbe forse essere la "Casa degli ultimi?". Ed invece - per quanto ne so - usa il suo enorme patrimonio immobiliare (il 20% della "ricchezza" nel settore, pare) al pari degli altri protagonisti della speculazione edilizia e fondiaria.
Il dato del 20% lo traggo da un'inchiesta del settimanale "Il Mondo" (11-5-2007), firmata da Sandro Orlando, ripresa in TV da "Annozero" di Santoro.
Il Vaticano, inteso come "Palazzinaro", secondo la citata inchiesta possiederebbe "un quarto di Roma".
A Milano, dove vivo, circa la metà delle case sfitte (90-100.000) fanno capo a società controllate o satellizzate dalla Curia.
Fossero date in locazione a prezzi equi (facciamo il 15% dello stipendio medio di un lavoratore?) il mercato degli affitti verrebbe rivoluzionato. Potrebbero essere sistemati tutti i 20.000 che nel 2007hanno fatto richiesta all'ALER di un alloggio popolare. Altri dati su Milano: 11.000 richieste di sfratti esecutivi, oltre il 50% per morosità. Alloggi pubblici disponibili per la risposta: circa 1000. Solo 600/700 gli alloggi di nuova costruzione programmati entro il 2010.
I banchieri certo si scoccerebbero alquanto per gli "affitti sociali" perchè si vedrebbero ridotto il valore del loro patrimonio immobiliare, al momento più che gonfiato.
Ma quale deve essere il punto di vista di chi intende, per responsabilità specifica ed essenziale, annunciare la Buona Novella agli uomini (e alle donne)?
Quello del "diseredato", che si preoccupa di conciliare il pranzo con la cena, magari sotto un tetto e non sul lastrico; o quello del "cattolico" presidente di Banca Intesa, che persegue il profitto con il commercio delle armi?
(A dire il vero, Bazoli avrebbe annunciato di voler cessare le operazione finanziarie dell'export bellico, ma i criteri modificati di fresco della Relazione governativa non permetteranno di verificarlo).
Papa Benedetto XVI ha rivolto un appello ai "grandi" del G8: "Occupatevi dei poveri e dei deboli! Occorre rilanciare un equo processo di sviluppo integrale a tutela della dignità umana." Sante parole, è il caso di dirlo. Magari risulterebbero più credibili se fossero applicate a sè stesso, specialmente quando il Papa dice: "Il pane quotidiano non può dipendere dalle speculazioni e dalle turbolenze finanziarie". Questa indicazione, a proposito dell'alimentazione necessaria, credo che sia valida anche per l'abitazione necessaria, che deve essere sottratta alla logica del puro profitto.
Ed è valida anche per il diritto ad abitare in un contesto ambientale che non costituisca minaccia alla salute, per le donne, per gli uomini, per i loro cari.
Il Papa ha ammonito i leader del G8 ad adottare coraggiosamente "tutte le misure necessarie per vincere i flagelli della povertà estrema, della fame, delle malattie, dell'analfabetismo, che colpiscono ancora tanta parte dell'umanità. Mi unisco anch'io - ha detto Ratzinger - a questo pressante appello alla solidarietà".
Ecco, caro Eminenz (direbbe la Littizzetto), una piccola "dritta" al tuo cardinale Sepe di Napoli sarebbe gradita. Del genere: "Figliolo, lascia perdere i trenta denari, e tuteliamo la salute delle nostre "pecorelle" di Chiaiano. Questa discarica non s'ha fare e, per quanto ci compete, non la lasceremo fare".
Molte persone che conosco appartengono alla categoria degli anticlericali incalliti.
Sono indignati per l'eccessivo finanziamento pubblico alla Chiesa. E' facile sentirli fare questi discorsi "arrabbiati":
"Io li caccerei via tutti sti pretacci… Con quello che ci costano ogni anno tra 8 per mille di cui solo il 30% va alle iniziative tanto pubblicizzate, il resto al mantenimento del clero, l'evasione fiscale (vi pare che il clero paga tasse per gli introiti che ha?), per l'ICI che non paga e tante altre cose.
Stando ai dati, se non ci fosse la Chiesa Cattolica in Italia a ciucciare risorse, le tasse ai cittadini potrebbero essere DIMEZZATE".
Guardiamoci dritti nelle palle degli occhi, caro Alex: hanno proprio tutti i torti? Datevi da fare, voi, costruttori del Regno, operatori di pace, per smentirli !!!
Questo è affare vostro di credenti, ancor più, da praticanti: non di noi atei o agnostici.
A noi, donne e uomini di buona volontà, cristiani, ebrei, buddisti, musulmani, o credenti in altro, resta il titanico compito di contrastare l'Impero del denaro in tutte le sue espressioni.
Senza guardare in faccia a nessuno.
LETTERA AGLI AMICI È AL COLMO LA FECCIA
17 luglio 2008 - Alex Zanotelli
Carissimi,
è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest'estate infuocata.
La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità.
Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12
"Solo falsità l'uno all'altro si dicono:
bocche piene di menzogna,
tutti a nascondere ciò che tramano in cuore.
Come rettili strisciano,
e i più vili emergono,
è al colmo la feccia"
Quando, dopo Korogocho, ho scelto di vivere a Napoli, non avrei mai pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho, alle lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori. Sono convinto che Napoli è solo la punta dell'iceberg di un problema che ci sommerge tutti.
Infatti, se a questo mondo, gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l'11% del mondo consuma l'88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come risorse e di altro quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti.
I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno insegnato a riciclare tutto, a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto, ma soprattutto a vivere con sobrietà.
È stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent'anni a sversatoio nazionale dei rifiuti tossici.
Infatti, esponenti della camorra in combutta con logge massoniche coperte e politici locali, avevano deciso nel 1989, nel ristorante "La Taverna di Villaricca", di sversare i rifiuti tossici in Campania. Questo perché diventava sempre più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia carichi di rifiuti tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della morte (Acerra-Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi (Nord di Napoli ) e nelle campagne del Casertano.
Questi rifiuti tossici "bombardano" oggi, in particolare i neonati, con diossine, nanoparticelle che producono tumori, malformazioni, leucemie...
Il documentario Biutiful Cauntri esprime bene quanto vi racconto.
A cui bisogna aggiungere il disastro della politica ormai subordinata ai potentati economici-finanziari. Infatti questa regione è stata gestita dal 1994 da 10 commissari straordinari per i rifiuti, scelti dai vari governi nazionali che si sono succeduti.
È sempre più chiaro, per me, l'intreccio fra politica, potentati economici-finanziari, camorra, logge massoniche coperte e servizi segreti!. In 15 anni i commissari straordinari hanno speso oltre due miliardi di euro per produrre oltre sette milioni di tonnellate di "ecoballe", che di eco non hanno proprio nulla: sono rifiuti tal quale, avvolti in plastica che non si possono né incenerire (la Campania è già un disastro ecologico!) né seppellire perché inquinerebbero le falde acquifere. Buona parte di queste ecoballe, accatastate fuori la città di Giugliano, infestano con il loro percolato quelle splendide campagne denominate "Taverna del re".
E così siamo giunti al disastro! Oggi la Campania ha raggiunto gli stessi livelli di tumore del Nord-Est, che però ha fabbriche e lavoro. Noi, senza fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo condannati alla stessa sorte. Il nostro non è un disastro ecologico - lo dico con rabbia - ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi finanziari.
Ne è prova il fatto che Prodi, a governo scaduto, abbia firmato due ordinanze: una che permetteva di bruciare le ecoballe di Giugliano nell'inceneritore di Acerra, l'altra che permetteva di dare il Cip 6 (la bolletta che paghiamo all'Enel per le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori della Campania che "trasformano la merda in oro- come dice Guido Viale - Quanto più merda, tanto più oro!".
Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo decreto n. 90 sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone, con la forza militare, di costruire 10 discariche e quattro inceneritori. Se i 4 inceneritori funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da altrove per farli funzionare. Da solo l'inceneritore di Acerra potrebbe bruciare 800.000 tonnellate all'anno!
È chiaro allora che non si vuole fare la raccolta differenziata, perché se venisse fatta seriamente (al 70 %), non ci sarebbe bisogno di quegli inceneritori.
È da 14 anni che non c'è volontà politica di fare la raccolta differenziata. Non sono i napoletani che non la vogliono, ma i politici che la ostacolano perché devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori degli inceneritori. E tutto questo ci viene imposto con la forza militare vietando ogni resistenza o dissenso, pena la prigione. Le conseguenze di questo decreto per la Campania sono devastanti. "Se tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (articolo 3 della Costituzione), i campani saranno meno uguali, avranno meno dignità sociale-così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani.
Ciò che è definito "tossico" altrove, anche sulla base normativa comunitaria, in Campania non lo è; ciò che altrove è considerato "pericoloso" qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia e controllo sanitario, qui non saranno in vigore. La polizia giudiziaria e la magistratura in tema di repressione di violazioni della normativa sui rifiuti, hanno meno poteri che nel resto d'Italia e i nuovi tribunali speciali per la loro smisurata competenza e novità, non saranno in grado di tutelare, come altrove accade, i diritti dei campani".
Davanti a tutto questo, ho diritto ad indignarmi. Per me è una questione etica e morale. Ci devo essere come prete, come missionario. Se lotto contro l'aborto e l'eutanasia, devo esserci nella lotta su tutto questo che costituisce una grande minaccia alla salute dei cittadini campani. Il decreto Berlusconi straccia il diritto alla salute dei cittadini Campani.
Per questo sono andato con tanta indignazione in corpo all'inceneritore di Acerra, a contestare la conferenza stampa di Berlusconi, organizzata nel cuore del Mostro, come lo chiama la gente. Eravamo pochi, forse un centinaio di persone. (La gente di Acerra, dopo le botte del 29 agosto 2004 da parte delle forze dell'ordine, è terrorizzata e ha paura di scendere in campo).
Abbiamo tentato di dire il nostro no a quanto stava accadendo. Abbiamo distribuito alla stampa i volantini :"Lutto cittadino. La democrazia è morta ad Acerra. Ne danno il triste annuncio il presidente Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso." Nella conferenza stampa (non ci è stato permesso parteciparvi !) Berlusconi ha chiesto scusa alla Fibe per tutto quello che ha "subito" per costruire l'inceneritore ad Acerra! (Ricordo che la Fibe è sotto processo oggi!).
Uno schiaffo ai giudici! Bertolaso ha annunciato che aveva firmato il giorno prima l'ordinanza con la Fibe perché finisse i lavori! Poi ha annunciato che avrebbe scelto con trattativa privata, una delle tre o quattro ditte italiane e una straniera, a gestire i rifiuti. Quella italiana sarà quasi certamente la A2A (la multiservizi di Brescia e Milano) e quella straniera è la Veolia, la più grande multinazionale dell'acqua e la seconda al mondo per i rifiuti. Sarà quasi certamente Veolia a papparsi il bocconcino e così, dopo i rifiuti , si papperà anche l'acqua di Napoli. Che vergogna!
È la stravittoria dei potentati economici-finanziari, il cui unico scopo è fare soldi in barba a tutti noi che diventiamo le nuove cavie. Sono infatti convinto che la Campania è diventata oggi un ottimo esempio di quello che la Naomi Klein nel suo libro Shock Economy, chiama appunto l'economia di shock! Lì dove c'è emergenza grave viene permesso ai potentati economico-finanziari di fare cose che non potrebbero fare in circostanze normali.
Se funziona in Campania, lo si ripeterà altrove. (New Orleans dopo Katrina insegna!).
E per farci digerire questa pillola amara, O' Sistema ci invierà un migliaio di volontari per aiutare gli imbecilli dei napoletani a fare la raccolta differenziata, un migliaio di alpini per sostenere l'operazione e trecento psicologi per oleare questa operazione!! Ma a che punto siamo arrivati in questo paese!?! Mi indigno profondamente! E proclamo la mia solidarietà a questo popolo massacrato! "Padre Alex e i suoi fratelli " era scritto in una fotografia apparsa su Tempi (inserto di La Repubblica). Sì, sono fiero di essere a Napoli in questo momento così tragico con i miei fratelli (e sorelle) di Savignano Irpino, espropriati del loro terreno seminato a novembre, con i miei fratelli di Chiaiano, costretti ad accedere nelle proprie abitazioni con un pass perchè sotto sorveglianza militare.
Per questo, con i comitati come Allarme rifiuti tossici , con le reti come Lilliput e con tanti gruppi,
continueremo a resistere in Campania. Non ci arrenderemo. Vi chiedo di condividere questa rabbia, questa collera contro un Sistema economico-finanziario che ammazza e uccide non solo i poveri del Sud del mondo, ma anche i poveri nel cuore dell'Impero. Trovo conforto nelle parole del grande resistente contro Hitler, il pastore luterano danese, Kaj Munk ucciso dai nazisti nel 1944 . "Qual è dunque il compito del predicatore oggi ?Dovrei rispondere: fede, speranza e carità. Sembra una bella risposta. Ma vorrei dire piuttosto :coraggio. Ma no, neppure questo è abbastanza provocatorio per costituire l'intera verità... Il nostro compito oggi è la temerarietà
Perchè ciò di cui come Chiesa manchiamo non è certamente né di psicologia né di letteratura. Quello che a noi manca è una santa collera".
Davanti alla menzogna che furoreggia in questa regione campana, non ci resta che una santa collera. Una collera che vorrei vedere nei miei concittadini, ma anche nella mia chiesa. "I simboli della chiesa cristiana sono sempre stati il leone, l'agnello, la colomba e il pesce-diceva sempre Kaj Munk-Ma mai il camaleonte".
Vi scrivo questo al ritorno della manifestazione tenutasi nelle strade di Chiaiano, contro l'occupazione militare della cava. Invece di aspettare il giudizio dei tecnici sull'idoneità della cava, Bertolaso ha inviato l'esercito per occuparla. La gente di Chiaiano si sente raggirata, abbandonata e tradita .
Non abbandonateci.
È questione di vita o di morte per tutti. È con tanta rabbia che ve lo scrivo. Resistiamo!
Alex Zanotelli
Lettera da MAURO PONTI
Cara sinistra critica,
non so se ti sei accorta della rinascita di Guido Cavalcanti, dominatore della parola, dall'eloquio pomposo e infiocchettato, il fine dicitore di tutto e del contrario.
E' l'uomo politico che più piace alla gente che piace.
La sinistra non rinascerà dalle Sue ceneri, che sarebbe disdicevole sciupare i bej coordinati con le cravatte "regimental" bruciandolo per averne di disponibili, del resto con cotanto "maestro" da lui avuto, non poteva che crescere un virgulto parolaio e mistificatore, ma con grazia.
Nel vuoto più pieno mai visto (nella riunione di ieri s'è rivista anche la mummia) non una sola idea apprezzabile per la causa dei popoli (quelli oppressi).
Ma nella sinistra con la "S" maiuscola c'è forse da richiamare in servizio almeno un Bombacci? Che rivoluzionario lo era davvero!
Ho visto in TV un professorino giovane Emiliano Brancaccio, me par, (di economia, me sembra)...quello è l'uomo giusto!
Che volto, che spettacolo!
E il look, se volete...parliamone. E' l'antagonista perfetto per i "Signorini", non inteso come il direttore del settimanale "malelingue".
Ha il volto del rivoluzionario vero, scolpito nella roccia del Sannio e l'argomentare "asciutto" del primo Gramsci.
Le argomentazioni sono scentifiche e difficilmente confutabili.
Questo è un capo!
Come si fa a non comprenderlo.
Il Governatore della Puglia gli fa un baffo a quello.
Forza sinistra critica...cerca di esserlo un po' meno col compagno dottor Brancaccio.
Salud.
mauro ponti
MANOVRA ECONOMICA ...... UN AUTUNNO CALDO?
La manovra economica che sta giungendo in dirittura d’arrivo alle Camere in questi giorni (Decreto Legge 112 e Dpef triennale) costituisce una violenta accelerazione in senso antioperaio e antipopolare delle politiche economiche e sociali di questo governo; nel quadro definito dal precedente governo con la trasformazione in legge del protocollo su Welfare e politiche del lavoro definito nell’estate del 2007 insieme alle burocrazie sindacali di Cgil Cisl Uil.
La scelta del Governo Prodi di non rimettere mano alla precedente legislazione berlusconiana in materia di lavoro ( la legge 30) ed il disastro elettorale della sinistra di quella coalizione,frutto del profondo malcontento popolare che quelle politiche avevano suscitato,hanno creato le condizioni politiche propizie all’attuale violenta aggressione condotta dal berlusconi-quater e dai suoi ministri contro il movimento dei lavoratori e ciò che rimane dello Stato sociale in questo paese.
L’obiettivo del governo Berlusconi è quello di approfittare della paralisi dell’opposizione politico istituzionale, dello scompaginamento della ex-“sinistra radicale” e della complicità di Cgil Cisl e Uil per sferrare un colpo mortale a qualunque forma di garanzia collettiva dei diritti e delle condizioni di lavoro. Il sostegno alle esigenze di Confidustria è esplicito e senza infingimenti. In questo senso il Berlusconi quater riesce a coniugare meglio di quello precedente la difesa dei “fatti propri” del premier e della compagnia di affaristi di cui si circonda con gli interessi delle classi dominanti di questo paese .E le esigenze delle classi dominanti oggi, nel contesto di una recessione in arrivo, sono quelle di una “camicia di forza” preventiva per il conflitto sociale ,annichilendo i lavoratori,offrendogli il capro espiatorio di turno (i rom, la criminalizzazione dei migranti, ma anche i “fannulloni” del lavoro pubblico…) per dividerli e impedirne la necessaria risposta a fronte del tentativo in atto di far pagare a loro i costi della crisi della globalizzazione e della conseguente riorganizzazione dell’economia capitalistica.
Con il Dl 112 si ottengono diversi risultati: si colpisce preventivamente il lavoro pubblico- dove ancora tengono sindacalizzazione e rapporti di forza, e quindi capacita’,per quanto relative, di contrattazione delle proprie condizioni di lavoro-, si demolisce lo Stato sociale con i tagli micidiali a sanità, enti locali e scuola, si accelera con le privatizzazioni.
E ancora: si accentua la precarizzazione dei rapporti di lavoro con il peggioramento della normativa relativa ai contratti a tempo determinato,facendo saltare con la modifca all’articolo1 della legge 368 qualunque limitazione alla loro reiterazione;si impone una modifica radicale in senso negativo a tutta la normativa sugli orari di lavoro,i riposi giornalieri e quelli settimanali,il lavoro notturno e quello straordinario .Infine con il “tetto di inflazione programmata” all’1,7% a fronte di una inflazione reale che supera il 4% si programma nei prossimi tre anni la riduzione del potere di acquisto dei salari,peggiorando le condizioni di vita dei salariati ed accrescendone la ricattabilità. Tutto ciò per accrescere la competitività delle esportazioni delle industrie italiane- scontando anche un forte restringimento del mercato interno- come via di uscita per difendere le proprie posizioni sul mercato mondiale.
Ma con il Dl 112 si ottiene anche un altro obiettivo: mettere con le spalle al muro la Cgil, costringerla a bere fino in fondo l’amaro calice della partecipazione al tavolo contestuale sulla riforma della contrattazione oppure, di fronte a qualche suo segnale di insofferenza e difficoltà, andare avanti sulla strada degli accordi separati- vedi esperienza del contratto del commercio…-con Cisl e Uil per piegare successivamente al proprio disegno un gruppo dirigente- quello intorno ad Epifani - che appare deciso a non ripetere l’esperienza della mobilitazione contro il governo, come nel caso dell’art.18 nel 2002.
In pratica il governo Belusconi, con la scatenatissima coppia Brunetta Tremonti al centro della propria azione,vuole imporre una accelerazione verso destra di tutto il quadro delle politiche concertative oppure far saltare il banco incassando la prevedibile crisi della Cgil.
In questo quadro ancora deboli appaiono le reazioni nel movimento sindacale e più in generale,nel movimento dei lavoratori,nelle forze di opposizione e nelle diverse sinistre.
Tra i lavoratori pubblici il decreto Brunetta ha suscitato indignazione e qualche accenno di mobilitazione. Si sta preparando lo sciopero generale dei sindacati di base,già convocato per il 17 ottobre, vi è stata l’assemblea del 23 luglio delle diverse sinistre sindacali della Cgil, sono in atto, sia nel pubblico che nel privato, alcune vertenze importanti e alcune lotte difensive (Alitalia ,per esempio, ma anche alcuni gruppi industriali in crisi, o la lotta delle educatrici del Comune di Milano).
Tutto ciò è importante ma inadeguato, e l ‘attesa delle ferie, la stanchezza dei lavoratori, il rallentamento di tutte le attività in questa fase certo non aiutano.
Occorre prepararsi per una ripresa del conflitto a settembre.
Alcuni nodi potranno venire al pettine e ,soprattutto, non è detto che il piglio decisionista di Berlusconi continui tra qualche settimana ad essere pagante ed efficace,in termini di creazione di consenso per sé e di “narcotizzazione” delle opposizioni, come lo è in questo momento. Prima o poi qualcuno si accorgerà che i rifiuti a Napoli sono stati tolti soltanto dalle strade del centro o che, tornati dalle ferie, occorre stringere ancora più la cinghia per arrivare alla terza settimana… E che non basta sgomberare qualche campo rom per rendere tutti più felici(oltreche’ fetentemente razzisti) e “sicuri”…
Ma il conflitto non si sviluppa “motu proprio”…
Occorre l’azione consapevole di tutti i soggetti sindacali e politici materialmente interessati a ricostruire una opposizione di sinistra ed anticapitalistica in questo paese.
Occorre rompere con le politiche concertative e quindi costruire pronunciamenti e iniziative di tutte le strutture e le sinistre sindacali per imporre l’alt ai “tavoli” sulla riforma della contrattazione. Non si può invitare alla mobilitazione contro il decreto Brunetta e contemporaneamente partecipare agli incontro programmati tra Governo e Cgil Cisl e Uil per cancellare di fatto il contratto nazionale, raggiungendo così per un'altra strada quanto si prefigge il Dl 112…
Occorre rilanciare la piattaforma dell’assemblea dei sindacati base del 17 maggio scorso e preparare con una grande campagna di massa lo sciopero generale del 17 ottobre lavorando per una convergenza nella pratica tra chi sceglie di battersi dentro la Cgil e chi ha scelto di ricostruire in modo indipendente un sindacato di classe ,democratico e partecipativo.
Occorre lavorare per una grande manifestazione di massa delle opposizioni su obiettivi chiari e capace di “metter insieme” tutto ciò che già esiste in termini di resistenza sociale alle politiche neoliberiste ,razziste,antidemocratiche ed antioperaie:dalle vertenze territoriali ai No Dal Molin, per arrivare alle lotte sociali e sindacali.
Per quello che riguarda i/le militanti di sinistra critica,l’autunno ci vedrà impegnati non solo a sostenere tutte le mobilitazioni che mettono bastoni tra le ruote all’azione devastante di questo governo;ma ci vedrà pronti nel rilanciare la nostra campagna di raccolta di firme per l’iniziativa di legge popolare sul salario in tutti i luoghi di lavoro che riusciremo a raggiungere, offrendolo come strumento da utilizzare per tutti coloro che non si accontentano della “difesa in ordine sparso” ma si pongono il problema di “rovesciare il tavolo” con una iniziativa che rimetta al centro dell’attenzione – e della pratica sociale- di tutti i soggetti interessati al cambiamento radicale, una proposta che risponda ai propri bisogni, alle proprie esigenze,senza autolimitazioni e senza “vincoli” dettati da qualsivoglia compatibilità…
Milano 25/07/08
Roberto Firenze
domenica 13 luglio 2008
Basta Con Salari E Pensioni Da Fame!!! Firma La Proposta Di Legge

Ci hanno imbrogliato per oltre 15 anni. Abolita la ‘scala mobile’ nel 1992 –l’unico strumento per difendere il potere d’acquisto-tutte le retribuzioni hanno perso mediamente 7.000 euro all’anno e ora il 20% di lavoratori e lavoratrici è sotto la soglia di povertà! Anche l’Istat ha riconosciuto che gli aumenti dei beni di maggior consumo sono da 3 a 5 volte più di quelli registrati.
Mentre i profitti di imprese, banche e assicurazioni hanno il tasso di incremento più alto d’Europa, i salari in Italia sono precipitati all’ultimo posto, anche con la complicità dei sindacati confederali che hanno contrattato al ribasso.[continua sul sito nazionale]
RIDATECI LA NOSTRA ROCCHETTA
Era già successo a Gennaio di
quest'anno quando su internet e giornali sono cominciate a circolare le foto della nostra emblematica fonte della sorgente Rocchetta completamente svuotata! Ora a Luglio ci siamo di nuovo e con l'arrivo dell'onda turistica è ancora più grave: la fonte è a secco! Come Comitato ProAcqua Gualdo chiediamo ufficialmente alla nostra amministrazione che cosa sta accadendo ed allo stesso tempo rendere noto a tutti i cittadini gualdesi che è in corso, da un po' di tempo a
questa parte, una vera opera di svilimento di questa area che era uno dei posti punti di riferimento e ristoro di famiglie intere nelle calde e afose giornate d'estate. Vogliamo a gran voce la concreta e reale rivalorizzazione del luogo anche per lo sfortunato turista che volesse visitare la zona della Sorgente! Prima si trova costretto a chiedere ai passanti indicazioni, perchè la segnaletica è scarsa se non nulla, e quando anche dovesse arrivarci si ritrova in un'area semi abbandonata con una fonte addirittura vuota.
Vogliamo ricordare a tutti che molto recentemente, con una spesa di circa 9.000 euro, sono stati anche restaurati i Servizi igienici pubblici antistanti la fonte, ma nessuno può usufruirne: sono chiusi perchè si dice che scandalosamente NON C'E' ACQUA nei bagni della Rocchetta! In piu' Perche non si mette in funzione la spettacolare cascata dotata di pompa per il ricircolo dell'acqua?
Noi ci chiediamo: perchè mai questo? Come mai questa subdola programmata volontà di togliere la voglia a chiunque di avvicinarsi a questo luogo nonostante i fondi spesi non solo per la ristrutturazione dei bagni, ma anche per la fontana vicino all'ingresso da cui non esce acqua e per la generale risistemazione dell'area?
Vogliamo con forza, e ci adoperemo per questo, che l'Amministrazione si impegni in maniera concreta per la restituzione ai cittadini del fiore all'occhiello dei nostri luoghi simbolo e che il nome Rocchetta sia e rimanga per sempre prima di tutto il nome della nostra sorgente da cui continuare ad attingere acqua e del suo suggestivo scenario.
Gualdo Tadino non appartiene alla Rocchetta S.p.A.! Ed ora che tutti noi gualdesi stiamo prendendo sempre più coscienza del continuo ed incalzante sopruso permesso e concesso loro dalla nostra Amministrazione, dobbiamo anche cominciare ad esprimerlo a voce alta, chiara e senza paura il nostro NO! No alla prepotenza che comincia dalla svendita di acqua, passa per la questione della zona della sorgente e sicuramente non finisce purtroppo con il triste connubio dei nostri amati GIOCHI DE LE PORTE con la bottoglia verde.
Il Consiglio
Direttivo del Comitato Pro Acqua Gualdo
UTILIZZO DELL'ENERGIA NUCLEARE: UNA SCELTA IN DIREZIONE DELLA MORTE
Dati i gravi problemi ambientali dovuti all'utilizzo sempre crescente delle fonti energetiche fossili (carbone, petrolio e gas), si cerca di porre un particolare accento sull'importanza di uno sviluppo crescente delle fonti energetiche nucleari. Anche in Italia si pensa giá alla costruzione di centrali nucleari, non dando piú alcuna importanza alla vittoria antinucleare ottenuta con il referendum dell'8 novembre del 1987. Non é un caso che l'Africa, che si conidera possegga circa il 20% delle riserve mondiali di uranio, sta suscitando l'interesse di varie multinazionali del nucleare.
Cerco di esporre i gravi pericoli che una tale scelta comporta, utilizzando anche la mia diretta esperienza, avendo lavorato per molti anni in questo campo. I reattori nucleari oggi in funzione e in fase di realizzazione nel Mondo sono reattori termici che utilizzano uranio 238 arricchito al 3 - 4% con uranio 235 fissionabile. Nel reattore avviene una fissione nucleare attraverso una reazione a catena, dove piccole particelle chiamate neutroni rompono gli atomi di uranio 235 producendo un forte calore che mette in funzione una turbina a vapore e di seguito un alternatore per la produzione di energia elettrica. In questa reazione si formano grandi quantitá di rifiuti radioattivi. In funzionamento normale una centrale nucleare emette radioattivitá all'esterno in piccole dosi, che peró possono ugualmente provocare gravi danni agli esseri viventi quando questi vi rimangono esposti per lunghi periodi. Faccio qui solo un breve accenno ai reattori veloci fortemente arricchiti in uranio 235 fino al 60% o plutonio 239. Sono reattori estremamente pericolosi e per questo per il momento é stato messo fuori servizio anche l'unico reattore veloce in funzione, il Superfenex francese. Gli incidenti ai reattori possono avvenire sopratutto per rottura de valvole o tubazioni dove scorre il refrigerante, é impossibile pensare di poterli eliminare al 100% e le conseguenze possono essere catastrofiche. Si pensi a Chernobil dove si calcola che nell'arco di 70 anni dalla data dell'incidente si siano formati e si possano formare piú di 1 milione di casi tumorali. Se il numero dei reattori dovesse aumentare nelle prossime decine di anni di un fattore 10 o piú, si avrebbero migliaia di reattori funzionanti con una probabilitá di un incidente grave ogni 3 -4 anni, secondo uno studio del noto scienziato Rasmussen degli Stati Uniti. Naturalmente non si deve dimenticare che incidenti micidiali possano essere causati da attentati terroristici, guerre, ecc. Un pericolo estremamente grave e inevitabile é quello delle scorie, le quali possono mantenere alti gradi di radioattivitá per decine ed anche centinaia di migliaia di anni e devono quindi rimanere isolate dall'ambiente. Anche se depositate in contenitori sotterranei non si sono trovate soluzioni soddisfacenti. Di conseguenza aumentano di anno in anno i depositi provvisori di scorie ed i trasporti estremamente pericolosi delle stesse da un Paese all'altro. Inoltre é sufficiente un terremoto per liberare radioattivitá in dosi catastrofiche. Cosa lasciamo alle generazioni future? Vi sono poi in funzione stazioni di riprocessamento delle scorie radioattive, che emettono forti dosi di radioattivitá nelle zone circostanti dove si registra un aumento notevole delle leucemie (anche se non si parla apertamente di queste cose), stazioni che possono estrarre e mettere a disposizione plutonio radioattivo utilizzabile per la costruzione di bombe atomiche. Qui nasce il problema del forte legame nucleare civile - nucleare militare, per cui un Paese con centrali nucleari puó facilmente arrivare a costruirsi bombe atomiche. Inoltre la pericolositá del nucleare civile a seguito di incidenti non solo casuali, ma dovuti, come accennato presedentemente, a sabotaggi e la forte militarizzazione che il nucleare civile comporta per ragioni di sicurezza, sono altri aspetti che mostrano la stretta parentela nucleare civile - nucleare militare. Alcune considerazioni ora sui reattori a fusione nucleare che per il momento sono solo in fase di studio, dove la fusione avviene per collisione di nuclei di elementi a basso numero atomico come il deuterio derivato dell'idrogeno. Si puó avere una fusione calda a temperature di decine di milioni di gradi, che peró comporta la necessitá di impianti di dimensioni mastodontiche, forte inquinamento termico, inquinamento nucleare dovuto alla produzione locale di prodotti di fissione radioattivi ed inoltre rimane sempre forte il collegamento nucleare civile - nucleare militare. Si parla anche di fusione fredda, ma questa é ancora un sogno per il momento ed inoltre non verrebbero per nulla risolti i problemi di emissione di radioattivitá ed il legame civile - militare. Si cerca di difendere la fusione dicendo che questa si genera nel sole e permette di inviarci una splendida energia. É verissimo, ma nel sole non vi sono esseri viventi, quindi il problema dei pericoli della radioattivitá non esistono, e i raggi di energia del sole che raggiungono la terra sono totalmente esenti da ogni forma di radioattivitá. Ci possiamo quindi chiedere: é compatibile con il diritto alla vita e alla pace l'utilizzo di tecnologie "inquinanti" anche in funzionamento normale e che comunque non sopportano mal funzionamenti e presuppongono un medio ambiente perfetto, dove non si verificano terremoti, uragani, ecc. , ed una societá perfetta dove non esistano rivalitá tra gli Stati e non si programmino azioni terroristiche e guerre? Penso si possa rispondere a questa domando con un chiaro no. Per fortuna abbiamo. se lo vogliamo. una via d'uscita dai pericoli dei combustibili fossili e nucleari, la via delle fonti energetiche rinnovabili, ossia solari dirette (termiche e fotoelettriche) e indirette (acqua, vento, biomassa) con un loro utilizzo efficiente. Si tratta di fonti che, oltre ad essere pulite al 100%, sono inesauribili finché esiste il sole, presenti in forma decentralizzata e sovrabbondanti in ogni Paese per cui danno vera indipendenza e sicurezza a tutti i popoli, al contrario delle fonti fossili e nucleari, inquinanti, nelle mani dei potenti ed in esaurimento.
Ognuno di noi dovrebbe proporsi di discutere in famiglia, tra amici e nei circoli che frequenta, queste problematiche perché le persone si facciano sempre piú colte, capaci di giudicare oggettivamente i fatti e nasca cosí la voglia di impegnarsi in comune per incamminarsi in direzione della vita.
di Enrico Turrini
domenica 6 luglio 2008
Dal Tigri all’Ararat.
Viaggio nel Kurdistan turco, l’antica Mesopotamia, culla della civiltà.
Programma dettagliato dei percorsi, dei pernottamenti e degli incontri
24 luglio – partenza da Milano (ore 11.00) e da Roma (ore 11.40), arrivo a Istanbul e, da li’,
partenza per Diyarbakir. Pernottamento a Diyarbakir.
25 luglio - visita all’antico sito di Hasankeyf e incontro con il Sindaco. Da Hasankeyf a Mardin
e pernottamento.
26 luglio – visita alla città di Mardin, di Nusaybin e di Cizre. Pernottamento a Cizre. Monito-
raggio del progetto della locanda delle donne a Nusaybin realizzato dalla nostra
associazione, incontro con le donne del gruppo di Agenda 21 e con l’ex Sindaco di
Cizre.
27 luglio – partenza da Cizre per Sirnak e Siirt. Incontro con la municipalità di Sirnak per il
completamento del progetto di centro sanitario per le donne e i bambini, visita alla
città di Siirt. Incontro con Egitim Sen e Sthay Der. Pernottamento a Siirt.
28/29 l. – partenza per Van-Bostanici. Visita della città e del lago. Incontro con il Dtp di Van,
la Sindaca di Bostanici, Gulcihan Simsek e l’associazione dei diritti umani, Ihd.
Pernottamento per due notti a Van.
30 luglio – partenza per Hakkari. Visita della città. Incontro con la municipalità e l’ex Sindaco,
Metin Tekce, e l’associazione dei diritti umani, Ihd.
31/1 l/ag – partenza per Dogubeyazit, visita della città e dei dintorni. Incontro con la Sindaca
della città. Pernottamento per due notti a Dogubeyazit.
2 agosto - partenza per Kars, passando per l’antico sito di Ani. Pernottamento a Kars e incon-
tro con il Dtp.
3/ 4 ag. – verso Yusufeli, Rize e, costeggiando il Mar Nero, fino a Trebisonda. Visita della città
di Trebisonda e dei dintorni (Sumela). Incontro con la Tayad, l’associazione dei dete-
nuti politici. Pernottamento per due notti a Trebisonda.
5 agosto - partenza alle ore 9.00 da Trebisonda per Istanbul. Pernottamento ad Istanbul.
6 agosto - partenza da Istanbul per Milano (ore 14.45) e Roma (ore 9.05)
A Genova con e per Carlo
Siamo testardi, continuiamo a pensare che la società possa essere migliore. E quindi non rinunciamo alla memoria, che è fondamentale per ogni trasformazione positiva.
Con i giorni sempre più brutti che contraddistinguono questo pezzo della nostra esistenza crediamo che essere a Genova nei giorni di luglio possa e debba essere un segnale positivo, marcare la voglia di ricominciare, di non darci per vinti.
Sono convinto che ci verrete in tanti.
Vi riassumo succintamente il programma di quelle giornate.
Inaugureremo una mostra che, partendo da Carlo e dalle repressioni di quei giorni, affronta i temi del lavoro e delle tante ingiustizie che in nome del profitto e dell’egoismo vengono commesse ogni giorno. La mostra multimediale, assai ricca di documentazione e di storia, si apre martedì 15 luglio presso il Munizioniere di Palazzo Ducale, dove già tenemmo quelle del 2002 e del 2003, per concludersi il martedì successivo. All’interno dello spazio espositivo si terranno nelle varie giornate incontri e dibattiti.
Domenica 20luglio andremo in piazza Alimonda, per ricordare Carlo. Sarà con noi un caro amico, Andrea Rivera, senza citofono ma con la sua vena schietta.
Un caro saluto e un abbraccio,
Giuliano Giuliani
Riceviamo e pubblichiamo: ARGUZIA MUNICIPALE
o, meglio, come razionalizzare la raccolta differenziata dei rifiuti. (Un tema d'attualità)
Nella gara alla virtuosità contro la "monnezza" il municipio di bastia umbra ha segnato un punto a proprio favore assumendo una decisione per certi versi sorprendente.
E' partito un progetto pilota secondo il quale i cittadini potranno scaricare i propri rifiuti differenziati direttamente nei contenitori appositi collocati sotto il proprio condominio. (Sì ,dall'alto in basso).
La versione dei fatti non può essere controversa.
Eccola: in via Veneto, uscita della defunta ditta Petrini, c'erano le tre classiche "navette spaziali" per la r.d.d.r. (raccolta differenziata dei rifiuti).
Potevano accedervi tutti quei disgraziati che per senso civico, invece di depositarli nei piccoli contenitori posti in piazza Mazzini (per inciso: ci sarà un bel giorno qualcuno che spiegherà a qualcun'altro che quei contenitori non servono a questo scopo!) se li trascinavano fin lì.
Ma il signor "comandone" cos'ha pensato?
Ed ecco l'arguzia!
"Spostiamo le "navette" sotto le finestre comunali, nascondiamole dietro una folta siepe, in modo che "quei disgraziati", di cui sopra, non le ritrovino o non possano accedervi e "razionaliziamo" la raccolta; nessuno deve invadere il campo, oh pardon! la "latrina" degli altri.
Gli impiegati o funzionari "o chi volete" comunali, dalle loro finestre, potranno, direttamente, facilmente, puerilmente, effettuare quella raccolta che nella città della Campania impiega tanta televisione.
Pensate che città modello: ogni condominio, ogni proprietà, saranno dotate delle "navette" personali, nascoste, inaccessibili, militarizzate.
I sindaci di Brescia, di Quistello o Casalpusterlengo rimarranno esterefatti e giungeranno delegazioni per studiare il "fenomeno".
Invece dei gemellaggi con sperdute cittadine della Germania, Francia, o Liechtestein ci saranno affraternamenti con Afragola, Torre del Mantice o Barcellona (Sicilia).
Noi cittadini plaudiamo, evvivaevviva, alla genialità, ma com'è che quei contenitori sono sempre vuoti?
Con doveroso rispetto.
mauro
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