martedì 24 giugno 2008

Centrale Nucleare in UMBRIA?

Anonime fonti ministeriali ipotizzano l'individuazione di un centro per la costruzione di una centrale nucleare anche in Umbria. Probabilmente l'idea riprende quello che era il piano energetico regionale del 1987 in cui si indicava San Liberato Nera Montoro come sito ideale per una centrale da 1200 megawatt.
E' auspicabile quindi che la comunità civile si mobiliti immediatamente, dando una adeguata risposta a quelli che il nuovo governo Berlusconi indica già come provvedimenti insindacabili e certi, provvedimenti che sono tuttavia contrari alle volontà espressa dalla maggioranza degli italiani con i referendum del 1987.
L'idea di aggirare con nuove leggi i vincoli imposti con i referendum è l'ennesima dimostrazione dell'arroganza con cui vengono trattate da questo governo e da questa classe politico dirigenziale le opinioni e gli interessi della popolazione.

Per costruire una centrale nucleare si impiegano dagli 8 ai 10 anni, con costi enormi (3-5-miliardi di dollari) , difficilmente ammortizzabili nel medio periodo. Chi paga? Il piano energetico Francese riesce ad essere efficace poiché ben 59 reattori sono stati completamente finanziati con fondi pubblici. Quindi immaginare la ripresa nucleare in Italia significa mettere in conto un enorme impegno economico da parte dello stato. Un impegno economico che sottrarrebbe risorse ad altri settori nel nostro paese come la sanità, la cultura, l'istruzione, la sicurezza e che, soprattutto, produrrebbe un pericoloso rallentamento nello sviluppo delle tecnologie energetiche rinnovabili, come ad esempio il solare.
Immaginando di iniziare a costruire una centrale nucleare oggi, lo si potrebbe fare o con una tecnologia obsoleta e non sicura(3° generazione) o con una tecnologia di nuova generazione (4°) non ancora pienamente sviluppata, testata e messa a punto. La centrale in questione sarebbe poi pronta ad operare in concomitanza con la fine delle scorte naturali di uranio a basso costo e si troverebbe di fronte un non ben quantizzabile aumento nei costi di gestione.
La riapertura al nucleare si presenta quindi come una scelta del tutto irrazionale dal punto di vista economico e commerciale senza considerare i rischi connessi alla natura stessa dell'impianto, al rischio sismico della nostra nazione, al terrorismo ed allo smaltimento delle scorie radioattive.
Dal punto di vista tecnico è probabilmente corretto affermare che le nuovi centrali nucleari hanno livelli di sicurezza di gran lunga superiori a quelli delle vecchie centrali, come ad esempio quella di Cernobyl. Non va tuttavia trascurato che un incidente nucleare per quanto improbabile e remoto provocherebbe comunque danni persistenti ed irreversibili ai sistemi biologici mettendo a rischio la sopravvivenza di uomini, animali, e vegetali.
L'utilizzo dell'energia nucleare deve essere considerato nel quadro dell'attuale crisi energetica, sia economica sia ambientale, crisi che investe l'intero pianeta e richiede, con urgenza, l'adozione di un nuovo modello di "sviluppo sostenibile". Si tratta di realizzare un nuovo modo di produrre e consumare, che assicuri la qualità della vita futura non solo nel nostro mondo industrializzato e nei Paesi di nuova industrializzazione ma anche nei Paesi del Terzo e Quarto mondo, attualmente oggetto di una pesante ed inaccettabile discriminazione nel nostro mondo globalizzato.
Cento anni fa Giacomo Ciamician Professore di Chimica Università di Bologna durante la lezione di innaugurazione dell'anno accademico diceva:

"Il problema dell'impiego dell'energia raggiante del Sole si impone e s'imporrà anche maggiormente in seguito. Quando un tale sogno fosse realizzato, le industrie sarebbero ricondotte ad un ciclo perfetto, a macchine che produrrebbero lavoro colla forza della luce del giorno, che non costa niente e non paga tasse!".

……. ed è forse questo il motivo per cui ci si ostina a perseguire soluzioni pericolose, costose ed assolutamente non definitive


Claudio Santi

OGGI L’ACQUA TORNA AD ESSERE UN BENE PUBBLICO

All'udienza del 20 giugno il Giudice Monocratico del Tribunale di Orvieto ha condannato il direttore generale del servizio idrico integrato Sig. Latini Mario per esercizio arbitrario delle proprie ragioni per aver operato il distacco ad un utente moroso facendo indebito ingresso nell'altrui proprietà contro la volontà dell'utente.

La vicenda risale al 2006 quando, a seguito del subentro del SII nel servizio di erogazione di acqua potabile per uso domestico, alcuni disubbidienti, tra i quali Giulio Montanucci, parte civile nel procedimento in oggetto, decisero di non pagare il corrispettivo delle bollette al SII, ma di continuare e mettere a disposizione il denaro richiesto al Comune.

Una manifestazione di volontà chiara di non riconoscere il soggetto privato quale gestore di un servizio avente ad oggetto un bene di primaria importanza, essenziale per la vita umana, che come tale deve continuare ad essere gestito secondo una logica di interesse pubblico, da enti pubblici, e non secondo le regole di mercato e le logiche di profitto che governano le società commerciali per azioni.

A fronte della minaccia di distacco l'utente, con atti formali e con forme legittime di resistenza passiva, aveva ripetutamente reso nota la propria volontà di non consentire l'ingresso nelle pertinenze della propria abitazione al SII ove era sito il contatore, ma senza preavviso il SII inviava due operai ad asportare il contatore lasciando la famiglia del disobbediente (composta di due persone anziane e di un invalido del lavoro all'85%) senza acqua per mesi.

Il lungo procedimento si è concluso nella giornata di ieri, quando il Giudice ha dato lettura del dispositivo della sentenza, condannando penalmente il Direttore Generale del Servizio Idrico Integrato, responsabile di avere esercitato abusivamente le proprie ragioni senza ricorrere all'Autorità Giudiziaria, operando il distacco ed entrando nella privata proprietà senza un ordine del giudice, dinanzi al quale i disobbedienti avevano intenzione di difendersi contestando la legittimazione della società privata, la costituzionalità delle norme che avevano condotto alla privatizzazione dell'acqua, e l'inesistenza di alcun contratto con gli utenti per la erogazione del servizio.

La violenta azione del SII aveva di fatto sottratto al sindacato del Giudice tali legittime contestazioni e pertanto il Giudice Monocratico del Tribunale di Orvieto, Dr.ssa Fornaro Elisa, ha emesso la sentenza citata condannando altresì il SII al risarcimento dei danni causati ai tre abitanti l'unità immobiliare privata della fornitura di acqua potabile per circa 10 mesi ed alla rifusione delle spese di costituzione di parte civile.

Visibile soddisfazione nelle parti civili del processo, presenti in aula, che hanno visto riconosciuto un principio per il quale hanno dovuto combattere e ingiustamente subire gli effetti negativi e le difficoltà di vivere per lunghi mesi senza acqua potabile con le comprensibili difficoltà, approvvigionandosi con contenitori e portando l'acqua a spalla fino alla propria abitazione.

La difesa delle parti civili, affidata all'Avv. Angelo Ranchino di Orvieto, ha anche rappresentato che le operazioni di distacco erano state avanzate con particolare accanimento nei confronti del Montanucci Giulio, debitore di poche decine di euro, quando invece società o enti debitori di migliaia di euro non erano stati oggetto di distacco, supponendo che a monte di tale decisione fosse proprio la particolare attività civica e politica del Montanucci che, attraverso il proprio giornale murale “il manifesto” e attraverso i propri interventi in numerose sedi, aveva sempre ideologicamente osteggiato la privatizzazione del servizio idrico.

Orvieto 21 giugno 2008

il manifesto Collettivo di Orvieto “Luigi Pintor”

venerdì 20 giugno 2008

Iniziativa con CANNAVO'

Presentazione Libro di Piero Bernocchi



Per il salario, la sicurezza nei luoghi di lavoro e contro la precarietà


Da anni siamo di fronte ad un violento e continuo attacco alle lavoratrici ed ai lavoratori da parte dei padroni e del potere finanziario ed economico, che ha prodotto bassi salari, precarietà diffusa, peggioramento dei diritti sociali, sfruttamento degli immigrati e delle donne, devastazione del territorio. Tutto ciò è stato ed è funzionale alle politiche liberiste fatte proprie nel nostro paese sia dal centro destra che dal centro sinistra e che porteranno a condizioni di vita sempre più pesanti per i ceti lavoratori e popolari.In questo quadro si colloca l'attacco portato da Cgil, Cisl e Uil per ridurre drasticamente gli spazi di democrazia nei luoghi di lavoro e per svuotare il contratto nazionale di lavoro.

Cub, Confederazione Cobas e SdL intercategoriale propongono l'avvio di una mobilitazione nazionale per costruire, attraverso momenti di protesta, scioperi ed assemblee lo SCIOPERO GENERALE nel prossimo autunno.

  • Forti aumenti generalizzati per salari e pensioni di almeno 3.000 euro annui - Introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento dei salari e delle pensioni legato agli aumenti dei prezzi – Eliminazione dell'Iva dai generi di prima necessità – Difesa della pensione pubblica – No allo scippo del TFR ed eliminazione della clausola del silenzio assenso e possibilità per i sottoscrittori di uscire dal fondo pensione – Contro lo smantellamento dei servizi pubblici.
  • Abolizione delle leggi Treu e 30 e lotta alla precarietà lavorativa e sociale.
  • Lotta al razzismo e ad ogni tipo di discriminazione.
  • Rilancio del ruolo del contratto nazionale come strumento di redistribuzione del reddito. No alla detassazione degli straordinari che, a tutto vantaggio delle imprese, genera divisioni tra i lavoratori, discriminazione delle donne ed incrementa il rischio per la salute e per la vita delle lavoratrici e dei lavoratori.
  • Sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi o mortali.
  • Restituire alle lavoratrici ed ai lavoratori, alle precarie ed ai precari il diritto di decidere e la dignità del lavoro e della vita.

A sostegno di questa piattaforma Cub, Conf.ne Cobas e SdL intercategoriale chiamano i lavoratori ad una forte campagna di mobilitazione con manifestazioni e presidi in tutte le regioni italiane.

20 giugno 2008

a Perugia presidio in Piazza Italia dalle ore 10 alle ore 13

Cub - Confederazione Cobas - SdL intercategoriale

giovedì 19 giugno 2008

Campagna Ingrid Betancourt

Guarda il video
http://www.dailymotion.com/video/x5n4ts_ingridb_news

Concerto per AISLA

Il 21 Giugno in occasione della giornata mondiale sulla SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) l' AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica della Umbria) organizza un concerto nella Piazza del Comune di Montefalco tenuto dal cantante Ron e l'orchestra "Amedeo Modigliani". L'ingresso sarà libero e l'evento è volto a promuovere il progetto Assistenza Domiciliare Integrata per i malati di SLA nella nostra Regione.
Il concerto di Ron, che avverrà in collaborazione con la sezione Aisla Umbria, sarà l'occasione per sensibilizzare istituzioni ed opinione pubblica sul Progetto "Assistenza Domiciliare ai malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica" a cui la stessa Aisla Umbria è intenzionata dare vita sul territorio regionale. Ingresso gratuito.L'Assistenza Domiciliare è un progetto importante e fondamentale da perseguire per i malati che si trovano ad affrontare patologie invalidanti come la Sclerosi LateraleAmiotrofica. Si tratta di un complesso di cure mediche, infermieristiche, specialistiche, riabilitative, socio assistenziali che permettono al paziente e alla sua famiglia di essere curati al proprio domicilio evitando così l'allontanamento del paziente dalla propria famiglia e viceversa. Questo perché il rapporto con i propri cari in momenti di particolare difficoltà è importante per poter "riprogrammare" una nuova, diversa e magari più significativa, relazione con la vita, con il mondo, evitando la classica sensazione di sentirsi abbandonati al propriodestino.Oltre al rapporto con la propria famiglia, è fondamentale per il malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica essere sottoposto anche a trattamenti fisici al fine di mantenere il più a lungo possibile le funzioni motorie residue attraverso percorsi riabilitativi personalizzati.Concretamente il progetto intende mettere a disposizione del personale con una formazione sanitaria ed assistenziale specifica. Queste persone saranno a disposizione delle famiglie qualora ne facciano richiesta specifica all'Associazione.Nella giornata del 21 giugno i volontari della sezione Aisla Perugia allestiranno anche vari stand presso cui sarà distribuito materiale informativo sull'Aisla e verranno offerte piantine nelle seguenti località:Perugia: Ospedale Santa Maria della Misericordia ed Centro Commerciale Emisfero;Bastia Umbra: Piazza Mazzini;Santa Maria degli Angeli: Piazza Garibaldi;Assisi: Piazza del Comune;Montefalco: Piazza del Comune;Terni: nelle vie del centro storico;Narni: davanti al Duomo;Narni Scalo: Via Tuderte (in prossimità della galleria).
Per informazioni: Fortunato Bianconi
Referente Aisla Umbria
Tel 346-4010230

domenica 15 giugno 2008

Terra Fuori Mercato

Il circolo arci island organizza un mercato popolare di quartiere il 21
giugno 2008 dalle 10 alle 19 in piazza pertini a Madonna Alta (Perugia).
Per info vai al sito:

L 'Ultimo Compagno

Nel tegame bollente s’intrecciava la morte di vongole e scorfani, lumache con cozze, polipi avvinghiati alla povera pescatrice, affogata come tutti gli altri nel sugo rosso della zuppa di pesce. Piero amava quel colore rosso. Egli aveva portato in tavola, da poco tempo, quella delizia e attendeva, in piedi col bicchiere in mano, la reazione dei due clienti. Già sapeva che essi gli avrebbero manifestato, a cenni o parole, la loro soddisfazione, ma provava il piacere di sorridergli, strizzando quei suoi occhi verdi nascosti dalle lenti degli occhiali e ammiccare con complicità per l’ennesima conquista di nuovi avventori. Quando il da fare lo permetteva, Piero, si accendeva una delle tante sigarette che avrebbe succhiato durante il giorno e, col suo passo sincopato, si sarebbe diretto verso la botticella del vino alla spina dove attingere un altro mezzo bicchiere di frizzantino da pasteggiare a piccoli sorsi, alternando lo sguardo dalla cucina alla sala gremita di clienti. Piero era un cuoco comunista, anzi era un comunista di professione cuoco, ma di quelli che, come nella politica sono degli integerrimi, così nella professione curano ogni particolare in maniera maniacale affinchè l’insieme risulti quasi perfetto. Per esempio, su quella zuppa che i due amici stavano divorando, aveva omesso di aggiungere un ingrediente essenziale per Piero che, seppur apparentemente sorridente, dentro di se bestemmiava quel Dio nel quale non credeva. “Maledetta fretta!”, non aveva rifinito il tutto coll’olio santo, olio al peperoncino,  uno dei simboli della sua terra: la Puglia.Piero era campanilista, ma solo nella cucina, per il resto, ad iniziare con le donne per finire coi popoli oppressi, era internazionalista. Le donne! Piero era stato marinaio e i marinai è risaputo, hanno una donna in ogni porto e Piero di porti n’aveva toccati molti lasciando harem d’inconsolabili concubine. Dopo tanto vagare fra navi e ristoranti egli si era stabilito definitivamente nel paese d’origine.  Aveva messo su famiglia sposando una brava maestrina del posto che gli aveva donato tre bei bambini vivaci e aveva trovato lavoro in un villaggio turistico dove poteva sentirsi finalmente libero di esprimersi come voleva, sia nel lavoro sia nel contatto verbale coi clienti. Infatti, svincolato dalle rigide leggi della grande ristorazione che impone di non esprimere le proprie idee politiche al pubblico, adesso poteva intavolare accese discussioni nelle quali gridare, sempre sotto voce com’era sua abitudine, il suo egualitarismo utopico che solo lui, ultimo compagno d’una razza in via d’estinzione, poteva illudersi di realizzare in terra d’egoismi multimiliardari. Quella sera, dopo aver preso visione dell’ennesima consultazione elettorale, inquieto e di malumore, portò a letto una bottiglia di rum Matusalem, regalatagli da un amico giornalista di ritorno da Cuba. Supino sul letto ripensò ai racconti sulle spiagge di cipria e le palme al vento; fissando il soffitto ragionò sulle belle creole, la parità dei diritti di studio e sanità, Hemingway e la “Bodeguita del medio”, la Pilar in attesa del marinaio Gregorio Cifuentes, i pomeriggi alla Finca Vigìa.

Via dall’Italia…via.

Poi d’un tratto gli apparve il compagno Fidel. Piero saltò sul letto e col pugno levato lo salutò come usava, una volta,  in sezione. Quel gran bel vecchio con la barba fluente ricambiò il saluto e accettò il bicchierino di rum che Piero gli porse con mano tremante. Poi, il tempo di prendere coraggio, il nostro cuoco marinaio comunista, balbettando, domandò al lider maximo: “Compagno Fidel, come sta la Rivoluzione?” Fidel lo guardò fisso negli occhi, ma così intensamente che Piero fu costretto ad abbassare i suoi. Una voce tuonante uscì dall  a foresta della sua barba: “…ma quale compagno…ma quale rivoluzione. Io sono il nuovo conduttore del paese e c’è da rimettere in moto l’economia. Tu stai attento a filare dritto e…non dimenticare mai più di mettere l’olio al peperoncino nella zuppa di pesce!” Piero si svegliò madido di sudore, dopo un attimo di sconcerto e scoramento, rivisse il suo incubo e afferrata la bottiglia, ormai orfana del sacro liquido della rivoluzione, la scagliò, bestemmiando, fuori dalla finestra. Mai più avrebbe bevuto di sera. 

(un incubo trasformatosi in realtà) 

                              dedicato al Compagno Walter 


da Mauro

lunedì 9 giugno 2008

Beviamo dalla BROCCA

A noi non la date a bere!........Beviamola dalla BROCCA!
Prima Giornata Pro-Acqua del rubinetto a Gualdo Tadino!
ORGANIZZATA DAL COMITATO PRO ACQUA GUALDO
e a favore dell’iniziativa popolare per la regolamentazione della pubblicità dell’acqua Minerale (promossa da Altreconomia)
29 GIUGNO 2008
Partenza dall’Eremo di Santo Marzio ore 8.45
Ci incammineremo fino alla Fonte della Rocchetta dove per tutta la giornata, dissetandoci con l’acqua della fonte e saziandoci con qualche manicaretto, sarà organizzato:
Programma d’informazione completo a favore del RITORNO ALL’ACQUA DEL RUBINETTO ( iniziativa che si sta diffondendo a macchia d’olio su tutto il territorio Nazionale ( comune di Venezia, Milano, Torino, Roma) ed Internazionale (comune di San Francisco e New York)
Raccolta delle firme contro l’attuale forma di pubblicità sulle acque minerali
Interverranno rappresentanti della redazione di Altreconomia e dei Comitati Umbri sorti in difesa dei beni comuni
Vi Aspettiamo numerosi per una giornata all’insegna del recupero di un nostro diritto primario!!!

venerdì 6 giugno 2008

Il buco nero di Gualdo Tadino

Le dimissioni del consigliere Luca Anastasi di Rifondazione Comunista avanzate prima della dèbacle delle ultime elezioni hanno messo in luce un grave fenomeno che da molti anni è presente a Gualdo Tadino: quello di una gestione verticistica e antidemocratica perseguita dalla gestione Graciolini & C. Il sospetto di tutti quelli che come il sottoscritto, hanno sentito una naturale adesione ai valori politici a livello nazionale di RC, avvertendo tuttavia il disagio di constatare che a Gualdo Tadino esisteva un gruppo dirigente sclerotizzato su posizioni autoreferenziali , si è concretizzato non soltanto con la decisione di Anastasi di uscire da RC, ma anche con la catastrofe elettorale che ha radici lontane : dove sono andati a finire i congressi annuali per la nomina del segretario e dei referenti a fronte di improvvisati incarichi telefonici? Dove il dibattito sulla cosa pubblica? Dove le strategie di politica interna? Dove il consenso degli iscritti- il cui numero, a fronte di quello sbandierato a fini elettoralistici e non veritiero, sarebbe davvero da verificare constatato il fuggi fuggi generale- nei confronti di una gestione “tristemente allegra”del governo della città? Dove i propositi scritti e propagandati sulla salute della cultura cittadina, comparsi negli scorsi programmi elettorali , ma vanificati dalla logica di un attaccamento al potere che ha taciuto ostinatamente sulla chiusura della Scuola Comunale di Musica e sul buco nero dell’amministrazione della cultura?
Chi, come il sottoscritto, non ha avuto problemi ad assumere posizioni divergenti, dovrebbe richiamare l’amministrazione comunale a revisione critica sul suo operato. Kant, cari compagni di Gualdo Tadino, precede Marx e Gramsci. Cosicché chiedetevi, ad esempio, in che modo si conciliano i propositi della difesa del paesaggio di fronte al dissesto dell’estetica urbana di Gualdo gestita da anni da un vostro assessore . E cosa accadrà della ricostruzione del teatro Talia il cui progetto- del tutto inadeguato, se non davvero approssimato- fu approvato anni addietro senza alcun bando di concorso pubblico? Dove eravate quando succedeva tutto questo?
Rendetevi conto che provocate disagio. E il disagio si paga con la disaffezione e la delega.
Marco Jacoviello