giovedì 15 maggio 2008

Appello per la costituzione del “Forum Costituente della Sinistra Umbra”

Care compagne/i,

non voglio dilungarmi sull’analisi del voto dato che essa è già stata ampiamente discussa ma desidero dire con chiarezza che, dal mio punto di vista, abbiamo perso drammaticamente consenso per due motivi principali:

  1. l’incapacità da parte della sinistra nel produrre radicamento nel territorio e nel saper creare conflitto e vertenze politiche efficaci e riconoscibili, perchè organizzata e strutturata come ceto politico autoreferenziale ed impermeabile al confronto-scontro nel sociale;
  2. il fatto che non siamo stati capaci di dare una risposta convincente e fattiva al gravissimo problema dei salari, progressivamente erosi nella loro capacità di acquisto, con il conseguente aumento della povertà diffusa dalla Sicilia alla Lombardia.

Gli altri problemi di cui si parla e discute, a partire dalla tanto sbandierata questione della sicurezza, sono tutti una conseguenza più o meno diretta della dilagante condizione di povertà in cui versa gran parte della popolazione italiana ed umbra. Molto ci sarebbe da aggiungere per tale situazione drammatica in cui si trova il paese ma per una necessità di brevità mi limito ad enunciare una proposta sul “come” e sul “che fare” per poter consegnare alle generazioni future una possibilità reale di cambiamento della società odierna e del mondo secondo un’ottica di sinistra.

Dobbiamo aprirci a 360° al fine di rilanciare un’ipotesi credibile, condivisa e radicata di azione politica di sinistra che sappia riaggregare, non solo tutte le forze politiche che vi si riconoscono, ma anche le varie associazioni, i singoli cittadini, etc., dando un chiaro e netto segnale di superamento di qualunque difetto di autoreferenzialità, di settarismo e di verticismo, andando a costruire con totale disponibilità ed umiltà una fase costituente che ci porti a dialogare e a lavorare con tutti coloro che sono intenzionati a costruire una sinistra di popolo, unitaria, plurale ed antagonista. Sono convinto che tutti noi, mettendoci in discussione, ognuno rinunciando al proprio orticello potremo rompere steccati, rimuovere pregiudizi e contrapposizioni andando a seminare una nuova cultura politica di sinistra su campi fertili, vergini e puliti. Perchè in questi anni si è andata progressivamente ad erodere e ad involvere quella che era la cultura di sinistra dei militanti e dei dirigenti politici che hanno costruito la storia socialista e comunista nel nostro paese. Un’intera tradizione fatta di alti contenuti etici e ideali, di modalità comportamentali basate sul rispetto, sulla coerenza e la correttezza nei rapporti si è andata progressivamente perdendo, lasciando il posto alla frammentazione, alla disgregazione e troppo spesso all’arroganza, all’opportunismo, all’imbarbarimento delle modalità di confronto e scontro politico. In questo senso dovremmo interrogarci seriamente sul come e sul perchè il “berlusconismo” ci abbia attraversato modificandoci in peggio.

Come reagire? Come ripartire?

Mettiamoci a lavorare tutti assieme al sevizio di un percorso costituente dal basso che possa diventare un grande coagulo catalizzante per riformare la pratica e le modalità del fare politica. Sono convito che è necessario ripartire da subito tenendo assieme strettamente legati sia il “cosa fare” che il “come farlo”, dove l’impegno politico venga concepito come servizio, come modalità di costruzione di relazioni e di progetti per il cambiamento ad alto contenuto etico e ideale.

Per fare questo c’è bisogno di tutti e per questo rivolgo un appello alla coesione e all’unità: chiedo e propongo di costituire un grande “Forum Costituente della Sinistra Umbra” che inizi da subito a lavorare mettendo a discutere tutte le organizzazioni politiche della sinistra antagonista, compresi i compagni della “Sinistra Critica” e del “Partito Comunista dei Lavoratori”, le varie associazioni, includendo i compagni del Manifesto e di “Micropolis”, quelli della ”Associazione per una Sinistra Unita e Plurale”, quelli della “Costituente Comunista”, etc., i singoli cittadini che, essendo di sinistra, si pongono l’obiettivo di costruire un’alternativa all’attuale situazione politica che si è determinata a seguito della consultazione elettorale dell’aprile scorso.

Dovremo ragionare collegialmente mettendoci tutti sullo stesso piano, senza verticismi né idee preconcette, su nuove forme e modalità organizzative del fare politica. Dovremo essere aperti a sperimentare perchè la “bacchetta magica” per uscire dall’attuale situazione non sembra possederla proprio nessuno. Dal mio punto vista è necessario oltremodo aprire una discussione molto approfondita sui tanti aspetti del come fino ad oggi l’idea socialista e comunista del cambiamento del mondo si è sviluppata e si è venuta organizzando nelle forme della politica nel corso dell’ultimo secolo. Su questo ritengo che dovremo tentare di dare risposte ad alcune questioni che provo a formulare: è ancora valido oggi, come dice Paolo Cacciari, concepire un’organizzazione politica seguendo un’idea di partito come strumento di conquista del potere statale, organizzato in maniera centralizzata, gerarchica, scimmiottando la stessa struttura organizzativa statale che si vuol conquistare? Ha ancora senso tentare di raggiungere un’alternativa di società avendo come strumento un partito che è strutturato come uno “stato nello stato”? Non potrebbe essere più utile,, e adeguato ai tempi, un modello nuovo di “partito sociale”, come lo definisce Pino Ferraris, che operi concretamente per realizzare elementi di “altra società” dentro la società? Non sarebbe a noi forse più adatto un partito che si avvicini nelle sue modalità organizzative alle libere associazioni volontarie, solidali, orizzontali, mutualistiche, portatrici di una politicizzazione pervasiva delle masse e di una cultura dai forti contenuti etici?

    Stefano Falcinelli,

    compagno di base del Circolo PRC/SE “R.Tenerini” di Perugia Centro.

0 commenti: