- Credo fortemente che la rinascita debba passare attraverso la creazione di un pensiero nuovo, pragmatico, funzionale alla gente prima ancora che alla politica, con un linguaggio meno retorico e più moderno capace di attirare forze nuove ed eterogenee.
- Trovo sbagliata la decisione di correre con il proprio simbolo alle provinciali: 1- perchè in un ottica di semplificazione burocratico amministrativa dovremmo essere i primi a promuovere la cancellazione degli apparati inutili ( doppioni di altri apparati) e non concorrere al loro mantenimento. 2- perchè candidature affastellate all'ultimo momento senza mezzi per una campagna elettorale, nemmeno abbozzata, si tramuteranno inevitabilmente in un mero esercizio di convincimento dei singoli nei confronti della solita schiera di amici ed affezionati e non in una opportunità di dibattito e confronto con i problemi della gente.
- Trovo sbagliata la decisione di imporsi a priori a livello amministrativo una posizione “antagonista al Pd al primo ed al secondo turno”. Soprattutto a livello locale i voti dovrebbero premiare e favorire la persona e non il partito poiché il bene o il male della gente sarà poi deciso dalle capacità o dalle incapacità di un amministratore e non di un partito. Il rilancio di una politica nuova di Sinistra significa anche rilanciare una nuova idea di rappresentanza centrata sulle persone responsabili dirette del buono o del cattivo governo. Al limite avrei visto meglio una posizione estranea a tutte le varie tornate elettorali, nel tentativo di riappropriarci di spazi per il dialogo esterni alla bagarre elettorale e più coerenti alle esigenze del momento ed alle nostre reali forze.
- Credo che un vero segno di discontinuità potrà essere data solo da chi riuscirà a costruire una vera piattaforma dialettica capace di dialogare ed ascoltare la gente, capace di interpretare le istanze reali del paese prima ancora che preoccuparsi di tarare e testare la sua appetibilità come partito.
sabato 4 aprile 2009
Ultimo Post di UMBRIACRITICA
venerdì 27 marzo 2009
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
LA CRISI LA PAGHINO BANCHIERI, PADRONI, EVASORI
GARANTIRE LAVORO, REDDITO, PENSIONI, CASA,
SERVIZI PUBBLICI E BENI COMUNI
SABATO 28 MARZO 2009
ROMA P.za Repubblica ore 14,30
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
In occasione della riunione dei Ministri del Welfare del G14 che si terrà a Roma dal 28 al 31 marzo 2009 il PATTO DI BASE, assieme a tutte le forze sociali e di movimento che si battono per non pagare la crisi, ha organizzato una grande manifestazione nazionale.
Sono migliaia le aziende che chiudono e centinaia di migliaia i licenziamenti, ma il governo foraggia, con i soldi di tutti i cittadini, banchieri e bancarottieri che sono i veri responsabili della più grande crisi economica del dopoguerra.
I lavoratori sono lasciati in balia della crisi, i contratti non vengono rinnovati, la cassa integrazione copre in minima parte, e solo per alcuni, la perdita di salario, centinaia di migliaia di precari vengono mandati a casa senza alcun reddito, si vorrebbe rimettere mano alle pensioni e portare l’età pensionabile delle donne a 65 anni, crescono gli sfratti, si fomenta il razzismo contro gli immigrati e per impedire che i lavoratori e i cittadini si organizzino per difendere salario e diritti, il Governo vorrebbe vietare gli scioperi e le manifestazioni conflittuali
DIFENDIAMO OGNI POSTO DI LAVORO E IL DIRITTO DI SCIOPERO
MOBILITIAMOCI A SOSTEGNO DELLA PIATTAFORMA DEL PATTO DI BASE:
- Blocco dei licenziamenti
- Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario
- Aumenti consistenti di salari e pensioni, reddito minimo garantito per chi non ha lavoro
- Aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita
- Cassa integrazione almeno all’80% del salario per tutti i lavoratori/trici, precari compresi, continuità del reddito per i lavoratori “atipici”, con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati/e
- Nuova occupazione mediante un Piano straordinario per lo sviluppo di energie rinnovabili ed ecocompatibili, promuovendo il risparmio energetico e il riassetto idrogeologico del territorio, rifiutando il nucleare e diminuendo le emissioni di CO2
- Piano di massicci investimenti per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e delle scuole, sanzioni penali per gli omicidi sul lavoro e gli infortuni gravi
- Assunzione a tempo indeterminato dei precari e re-internalizzazione dei servizi
- Piano straordinario di investimenti pubblici per il reperimento di un milione di alloggi popolari, tramite utilizzo di case sfitte e mediante recupero, ristrutturazione e requisizioni del patrimonio immobiliare esistente; blocco degli sfratti, canone sociale per i bassi redditi
- Diritto di uscita immediata per gli iscritti/e ai fondi-pensione chiusi.
- Difesa del diritto di sciopero.
CUB – CONFEDERAZIONE COBAS – SdL Intercategoriale
lunedì 23 marzo 2009
Proposta di Legge sul Salario minimo, raggiunte le 70mila Firme
Per Sinistra Critica è un successo evidente.
Per oltre sei mesi i suoi militanti hanno realizzato una campagna di massa che ha ottenuto l'adesione di oltre 70mila sottoscrittori e che ha consentito di discutere con centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici, pensionati, studenti.
E' tempo di affermare con chiarezza che la crisi devono pagarla coloro che l'hanno provocata, banche e padroni, e non i lavoratori. Per questo esigiamo un programma d'urgenza che preveda il salario minimo, il salario sociale, l'interdizione dei licenziamenti, la nazionalizzazione delle banche e delle imprese che mettono a rischio i posti di lavoro, una Patrimoniale non caritatevole, che colpisca i profitti e le grandi fortune . Senza scambi con ulteriori peggioramenti del sistema previdenziale e di welfare. Il nostro primo obiettivo, ora, è che la legge venga discussa davvero. Per questo chiediamo di essere ricevuti in audizione dalla Commissione Lavoro per arrivare rapidamente al voto del Parlamento.
I contenuti della Legge sono condivisi da importanti settori delle sinistre sindacali (Rete28A Cgil, Rdb-Cub e SdL in particolare) che, con un appello di sostegno, hanno chiesto la contemporanea discussione della Legge popolare sulla Scala mobile presentata nella passata legislatura.
La campagna continua.
Sul sito www.51000.it sarà possibile firmare la petizione online per sostenere questa proposta e per organizzare Comitati unitari contro la crisi.
Per il momento non possiamo che ringraziare tutti e tutte coloro che hanno firmato. Sinistra Critica ha voluto dimostrare la propria esistenza e il proprio ruolo con un'iniziativa concreta, dal basso, in grado di prospettare un'alternativa alle ricette del liberismo e del riformismo pallido del centrosinistra. Una sinistra coerente, radicale, anticapitalista.
Una sinistra utile che vale la pena rafforzare.
www.sinistracritica.org
www.51000.it
domenica 8 marzo 2009
MOBILITAZIONE GENERALE DEL POPOLO DELLA SCUOLA PUBBLICA
28 marzo: manifestazione nazionale a ROMA indetta da Cobas, Cub, SdL
23 aprile: Sciopero Generale dell'intera giornata indetto da Cobas, Cub e SdL con manifestazioni regionali
saluti, daniela
domenica 1 marzo 2009
FRANCESCHINI GIURA SULLA COSTITUZIONE
La politica di questi ultimi tempi non finisce mai di stupirci. Il nuovo segretario Franceschini, che ha sostituito Walter Veltroni alla guida del Partito Democratico, nella sua prima dichiarazione pubblica a ferrara, davanti al cippo sul muretto del fossato che circonda il Castello degli Estensi, ha giurato sulla Costituzione Italiana.
Mi domando che senso abbia che il segretario di un partito dell’arco costituzionale presti tale giuramento. un partito che rappresenta un’ associazione tra privati; semmai Franceschini doveva prestare giuramento di fedeltà di fronte all’assemblea generale degli scritti al PD sullo statuto che determina i diritti e i doveri degli iscritti.
a parere della UILS il giuramento di fedeltà alla Costituzione di fronte al Presidente della Repubblica, che rappresenta tutti gli Italiani, spetta a chi ricopre incarichi istituzionali. Per tale ragione viene chiesto al capo del governo e poi di seguito a tutti i componenti che formano l’esecutivo di prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica.
Ciò che stupisce, comunque, è il fatto che ormai i contenuti dell’azione politica sono talmente vuoti e aleatori che ci portano ad essere giudicati ridicoli dagli altri Stati: ciò non sarebbe mai successo con la classe dirigente della prima Repubblica.
La nostra attuale classe politica sente il disperato bisogno di attaccarsi a qualcosa di altisonante e di rappresentativo per avere l’illusione di essere presa in considerazione o di essere creduta.
E non trovando nella loro propria bisaccia niente che possa servire a questo scopo, perché ormai si è raschiato il fondo del barile, va a scomodare la sacra Costituzione che per gli Italiani è e rimane la base fondante delle nostra democrazia. Il neo segretario del pd nel suo pietoso tentativo di fare notizia, di richiamare l’attenzione, di stupire il popolo, a nostro modo di vedere rende meno credibile l’azione politica che dovrebbe invece cercare di portare il partito fuori dalle contestazioni che esistono al suo interno.
Non sarebbe meglio convocare l’assemblea nella sua totalità e giurare davanti ad essa con fedeltà ed impegno a lavorare con tutti coloro che si trovano all’opposizione per stimolare il governo a mettere in atto l’articolo 3 della Costituzione che da oltre 60 anni è rimasto solo una enunciazione?
Sarebbe compito dei partiti, di tutti i partiti, grandi e piccoli mettere in atto il dettato della Carta Costituzionale e realizzare quella giustizia sociale, quella uguaglianza sui diritti e doveri di cui tutti parlano, ma che quasi nessuno, per non dire proprio nessuno, mette in atto
LA “SCISSIONE DELL’ATOMO”
ovvero DIVIDI I COMUNISTI E GOVERNA
di Lucio Garofalo
Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un singolare fenomeno di scissione e disintegrazione degli “atomi comunisti”, già di per sé super-atomizzati, ovvero alla polverizzazione dei residui ancora presenti tra le schiere ormai dissolte del vecchio Partito Comunista Italiano. Un partito che già molti anni prima del Congresso della Bolognina e del cambio del nome (il passaggio da PCI a PDS) voluto dall’allora segretario Achille Occhetto, ancor prima della stessa gestione di Enrico Berlinguer, ma sin dai tempi del leader stalinista Palmiro Togliatti, non era più quella formazione classista e rivoluzionaria fondata da Antonio Gramsci e Amedeo Bordiga, bensì una forza politica indubbiamente di massa, ancorché interclassista e riformista, per non dire revisionista. Insomma, un partito incamminato sulla strada della socialdemocrazia europea, pienamente integrato nel sistema statale borghese, di cui nel secondo dopoguerra divenne un sicuro e tenace baluardo difensivo.
L’ennesima “scissione subatomica” consumatasi nella sinistra italiota, è stata provocata dalla “particella vendoliana”. I vendoliani sostengono che oggi la funzione storica e la spinta propulsiva dei partiti comunisti si siano ormai esaurite, che il cambiamento e il progresso della società (italiana ed europea) siano un compito spettante ad una sinistra “rinnovata e ricomposta” che sappia aggiornare l’ispirazione socialista e socialdemocratica. Il riferimento più concreto e visibile di questa linea, nell’attuale scenario della "sinistra europea", è l'esperienza tedesca della Linke. Addirittura una parte dei vendoliani ritiene che se il Pd si spaccasse e D'Alema riuscisse a diventare il nuovo riferimento del partito della sinistra, essa opterebbe per questa nuova “dimora politica”: D’Alema, Mussi e Vendola si ritroverebbero insieme dopo tanto tempo, da quando erano nella Federazione Giovanile Comunista, e saprebbero condurre molto lontano la “sinistra” di questo sventurato paese… Mah, nutro seri dubbi!
Il Prc dopo il congresso di Chianciano e dopo la “scissione particellare” dei vendoliani
Nel frattempo, all’interno del gruppo dirigente del Prc sembra essersi compiuta una “svolta a sinistra”, sancita e proclamata nell’ultimo lacerante congresso nazionale del partito, svoltosi a Chianciano nel luglio scorso, che ha provocato lo strappo e infine la scissione della “particella” vendoliana. Ma è altresì vero quanto ha giustamente notato Ramon Mantovani (si visiti il suo blog personale), ossia “[…]per dirla senza giri di parole, il PRC continua ad essere in troppe giunte (basti pensare a quelle calabresi e campane) e ha già avviato trattative per la continuazione o inaugurazione di esperienze di governo su una linea minimalista e frontista che è la stessa degli ultimi anni. La svolta a sinistra nella maggioranza dei territori non c’è. C’è un continuismo che nella attuale situazione si configura come una vera e propria svolta a destra.” L’autore del pezzo è Ramon Mantovani, uno dei dirigenti più onesti, coerenti e credibili del Prc.
Detto questo, nulla vieta di ragionare ed agire sui territori insieme con i compagni veri, seri e credibili rimasti nel Prc, che sono ancora tanti. Senza soluzioni egemoniche o di annessione, senza farsi inglobare o riassorbire, ma conservando una propria identità ideologico-politica e propugnando un progetto unitario che proceda verso l’avvio di un processo di riaggregazione di una soggettività più vasta ed eterogenea in chiave autenticamente anticapitalista, pacifista ed antagonista: una formazione politica di classe e di massa, animata da un’ispirazione comunista libertaria, antiautoritaria ed anticapitalista. Insomma, una moderna sinistra di classe, antagonista e rivoluzionaria, in grado di promuovere una radicale trasformazione dell’attuale società in senso comunista e libertario, a partire da una capacità di lettura, di analisi e di interpretazione teorica rigorosamente scientifica e critico-razionale. In questa fase, i tatticismi (ovvero gli opportunismi) non possono e non devono prevalere sui fini e sui principi, i quali finirebbero per soccombere. Al contrario, i tatticismi bizantini dovrebbero addirittura scomparire, non solo dalla pratica politica quotidiana, bensì pure dal vocabolario di una formazione e di un movimento che aspiri a trasformare radicalmente la società borghese in cui viviamo. Una società fondamentalmente ipocrita ed opportunista. Inoltre, il progetto di ricostruzione di un’autentica sinistra anticapitalista ha bisogno di una sua profonda credibilità (morale, prima che politica) che verrebbe inevitabilmente inficiata proprio dall’anteporre le questioni e le esigenze di ordine tattico (ossia di natura opportunistica) alle priorità e finalità politiche di fondo, che sono da propugnare e perseguire “senza se e senza ma”.
Psicopatologia quotidiana dei comunisti
Ormai il vero problema dei comunisti attiene più alla psicologia, se non addirittura alla psichiatria, che alla politica. Infatti, è più che palese un dato di fatto che, in qualche misura, è riconducibile ad una forma di psicopatologia politica. La vera malattia da cui sono affetti molti sedicenti “comunisti” è di origine isterica, è una forma di sadico snobismo intellettuale e di distorsione mentale che li perseguita e li affligge costantemente, per cui sembra che provino gusto e un piacere quasi masochistico nel dividersi in modo crescente, nello scindersi in particelle subatomiche sempre più ridotte e parcellizzate, sempre più infinitesimali. In tal guisa, ogni “atomo” diventa un referente del nulla, nella migliore delle ipotesi è un referente di se stesso, ragion per cui i governi dei padroni e i loro servi avranno vita facile e vinceranno sempre più agevolmente, conservando e perpetuando il proprio potere sulle masse lavoratrici. Se questo è il modo di far politica dei “comunisti”, di vivere la politica e la vita in generale da parte delle “particelle comuniste” (almeno un tempo si parlava di “cellule comuniste”: la cellula è una grandezza superiore rispetto all’atomo), allora io mi sento distante anni luce da un mondo così assurdo e nevrotico e me ne discosterò sempre più.